giovedì, 28 agosto 2008

Chi le ha dato l'Istruzione? (II)

Per chi se lo fosse perso, a poche ore dalla già commentata esternazione precedente, la volenterosa Mariastella Gelmini si è esibita anche in questa:
Da questa mattina è consultabile sul portale del Ministero il bilancio del 2008 per l’area Istruzione. Dal bilancio emerge che le spese per il personale sono pari a 41.174.698.165 euro, ed assorbono il 96,98% del totale.

Le spese di funzionamento (informatica di servizio, cancelleria e funzionamento generale, spese di pulizia per circa il 40% delle scuole) raggiungono invece i 493.181.784 euro (l’1,16% del totale), quelle legate agli interventi (trasferimenti ad enti pubblici e privati) i 633.368.341 euro (l’1,49% del totale) e quelle in conto capitale (edilizia scolastica, innovazione tecnologica e sicurezza nelle scuole) i 156.362.270 euro (appena lo 0,37% del totale).

"Quando la spesa per il personale ha una tale incidenza sul bilancio complessivo del Ministero – ha commentato il Ministro Mariastella Gelmini – questo significa che la nostra scuola non ha la capacità, se non si interviene strutturalmente, di rinnovarsi e di guardare con serenità al futuro. Dobbiamo assolutamente porre rimedio ad una situazione insostenibile. La scuola italiana è stata troppo spesso usata in passato come un ammortizzatore sociale. E’ un dovere morale verso le nuove generazioni rivedere completamente il sistema scuola in Italia".
Ma benedetta figliola, sul serio non le avevano ancora svelato che la maggior parte dell'edilizia scolastica e relative infrastrutture compete a comuni e provincie, e che quindi è perfettamente normale che il suo peso sul bilancio complessivo ministeriale sia irrisorio?

Dopo la figuraccia in geografia, dunque, l'amministratoradelegata della Nonpiùpubblica Istruzione si rivela deboluccia anche in diritto, cominciando a rendere comprensibile, a questo punto, la ragione che la portò a scegliersi la sede considerata più agevole e meno selettiva per il suo esame di ammissione a un albo professionale. Ma se l'abilitazione al mestiere di avvocato è dovuta andare a elemosinarla a Reggio Calabria, quella all'attività di ministro devono avergliela data su Plutone, e forse al terzo o quarto tentativo.

Non si spiegherebbe come sia possibile, altrimenti, che dopo quattro mesi che se ne sta su quella poltrona, non le sia ancora venuto in mente di studiarsi i benché minimi rudimenti amministrativi di ciò che deve governare, almeno quelli for dummies che si imparano anche in mezza giornata, giusto per non fare le gaffe pubbliche più imbarazzanti.

E mica si pretende che imparasse a memoria tutti quei ponderosi tomi  giuridici in originale, eh. Ma non poteva farsi fare un riassuntino, prendendo il caffè, da un anziano segretario accomodante, di quelli che si annidano sornioni e premurosi in ogni angolo polveroso di ogni ministero? O telefonare alla sorella maestra elementare, e farselo spiegare? Se proprio avesse voluto strafare, poi, poteva addirittura chiedere chiarimenti su qualche blog. Risposte esaurienti come  questa le sarebbero arrivate in un attimo.